AREA PAZIENTI

In questa sezione puoi rivolgere una domanda ai medici. La domanda verrà sottoposta al controllo dei moderatori del sito, e successivamente sarà pubblicata la risposta. Non è possibile continuare lo scambio dopo la pubblicazione della risposta, se ritieni di aver bisogno di un colloquio più approfondito, utilizza gli altri metodi di comunicazione (email, telefono) per contattare direttamente il medico.

Pubblichiamo anche l'"archivio storico" delle e-mail pervenute all'Airi a partire dal 2006 alle quali il dott. Maurizio Aricò ha risposto con la generosità che lo ha caratterizzato in tutti gli anni di collaborazione con la nostra associazione. Credo sia superfluo sottolineare la grande importanza storica e clinica di questo archivio che viene riattivato per i nuovi quesiti che vorrete porre ai medici del nostro Comitato Scientifico (dott. Maurizio Aricò, dott.ssa Elena Sieni, dott.ssa Emanuela De Juli, dott.ssa Emanuela Passoni)


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17-03-2009 05:56

linfoistiocitosi emofagocitica secondaria

Sono il padre di Mariavittoria, bambina di due anni e mezzo che dal novembre scorso è stato diagnosticato una Linfoistiocitosi emofagocitica di origine secondaria. La bambina è stata trattata con vepesid e decadron e i risultati fino a qualche giorno fà erano incoraggianti e lasciavano ipotizzare la guarigione. Da giovedଠscorso la bambina è stata ricoverata nuovamente al policlinico \"G.Rossi\" di Verona per il rimanifestarsi delle sintomatologie iniziali febbre, fegato e milza ingrossati, aumento di trigliceridi. E\' ricominciato il trattamento con Decadron, vepesid e si prevede anche l\'uso della ciclosporina. Alla luce di quanto sopradescritto gentilmente le chiedo, di collaborare con i Dott. P. Marradi e R. Balter, medici di cui nutro la più alta stima, sia dal punto di vista professionale che umana, confrontandosi con loro al fine di creare un\'efficace sinergia che permetta alla mia bambina di poter guarire e vivere degnamente la propria esistenza. La ringrazio sin d\'ora per quanto potrà fare per Mariavittoria e per noi genitori. Alessandro Todesco Via Firenze, 20 37040 Arcole - VR tel 0457635662 - cell. 3293191534 e-mail alessandrotodesco@virgilio.it
Risposta:

sono naturalmente assolutamente disponibile a collaborare con il Dr.Marradi. Non sono certo di avere discusso con lui questo caso (posso chiedere il cognome?) ma sono piu' che disponmibile a farlo immediatamenteMaurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:56

Istiocitosi x fegato

Mi chiamo Ignazio e vivo in Germania anchio ho la malattia Istiocitosi mi hanno fatto una cura conposta di 14 punture di Litak 3,5mg dopo questa,che e durata 4 mesi he cuasi sconparita .Vorrei sapere ese qualcuno conosce questo tipo di cura ,e se la malattia sparisce di tutto grazie P.S scusate non scrivo bene l Italiano
Risposta:

La istiocitosi e' ben conosciuta anche in Italia come in molti altri paesi. Non sono certo di quale sia il contenuto del Litak, che immagino sia il nome commerciale del farmaco. La malattia puo' certamente guarire, dipende dalle sedi e dal tipo di interessamento. E' importante che lei sia seguito da un centro specialistico di oncoematologia. Se non e' cosi' le posso dare indicazioni in merito. Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:56

Purinethol

Gentile Dottore, Siamo i genitori di Sara Caradonna, attualmente in cura presso l'Ospedale Gaslini, con istiocitosi intestinale e cutanea. Nostra figlia, dopo la fase d'attacco di 6 settimane ed esito favorevole della prima rivalutazione, ha iniziato il mantenimento con la vinblastina ogni 3 settimane e Purinethol (1\4 di pasticca al dà¬). In questa fase, la bambina si è progressivamente anemizzata (3 trasfusioni nelle ultime 4 settimane), e non sono state individuate nè perdite occulte di sangue dalle feci, nè lesioni a livello gastrointestinale (colon e gastroscopia eseguite pochi giorni fa), nè infine mal funzionamento del midollo. Siamo convinti che possa essere il Purinethol causa di tutto ciò; Lei cosa ne pensa ? Ritiene che tale farmaco sia comunque essenziale in questa fase ? Tenga conto che fra pochi giorni avremo anche i risultati delle biopsie eseguite sul colon; nel caso di prognosi favorevole, secondo Lei, sarebbe consigliabile una terapia più leggera ? Ed eventualmente di che durata ? Infine, un ultimo dato: la milza, a seguito di recente ecografia, è stata trovata d.l. 10 cm (la bimba ha 13 mesi e pesa 7,5 Kg). Tale ingrossamento, che peraltro è stato rilevato fin dai primi 5 mesi di vita, potrebbe essere indice di malattia in atto ? E nel caso, come accertarlo ? Ovviamente, saremo lieti di conoscere il Suo parere, senza scavalcare i medici dell'istituto cui ci siamo rivolti, che godono della nostra massima fiducia. Nell'attesa di un Suo cortese riscontro, porgiamo i più cordiali saluti. Marco e Graziella Caradonna
Risposta:

Cari Sig. Caradonna, Alberto Garaventa mi aveva parlato in passato di un caso simile, forse si riferiva a vostra figlia. La anemia non e' una complicanza solitamente legata al purinethol; quindi la biopsia intestinale mi pare davvero interessante. Se fosse del tutto negativa, in assenza di segni di sanguinamento intestinale, si puo' anche pensare di passare ad un farmaco diverso per verificare la eventuale connessione. La milza modicamente ingrandita non mi spaventa; in casi di aumento rilevante puo' capitare che la milza sequestri i globuli rossi. Non e' frequente che capiti nella istiocitosi, devo dire. Credo sia una situazione un po' complessa ma risolvibile! Auguri, Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:56

granuloma eosinofilo teca cranica

Mi è stato diagnosticato da tac un granuloma eosinofilo alla teca cranica.Chi posso consultare per la cura di questa malattia a Torino. E' meglio un ortopedico o un neurochirurgo?
Risposta:

Incredibilmente il maggior esperto e' un pediatra, il Dr. A. Brach del Prever, che poi la sapra' indirizzare sulla eventuale necessita' di trattamento. Lo puo' trovare, anche a nome mio, al Regina Margherita, in Oncoematologia pediatrica. Mi faccia sapere! Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:55

granulomatosi istiocitaria

qualsiasi informazione sull\'argomento
Risposta:

e' una domanda un po' troppo ampia per una risposta al volo... Dovrebbe essere disponibile della letteratura sull'argomento sul sito. Se crede posso rispondere a qualche domanda piu' specifica. Risentiamoci Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:55

granuloma eosinofilo

Gentile Dottore, la scoperta di cui al titolo è stata casuale: nostra figlia (4 anni e 1/2) è tornata a casa dall\'asilo con una grossa botta dietro l\'orecchio sx. Dopo averla visitata, la pediatra di base ci ha indirizzato al pronto soccorso dove, escludendo possibili problemi per la botta, i rx al cranio rilevavano due \"macchie\" sulla parte dx della fronte. Al day hospital pediatrico si sono consultati il medico, il radiologo ed il neurochirurgo ipotizzando un granuloma eosinofilo sulla parte dx della fronte. Siamo in lista per una T.A.C. che faremo tra qualche giorno e, a quanto dice il medico, molto probabilmente verra\' fatta anche una scintigrafia. La cosa ci ha letteralmente buttato a terra(ci e\' stato detto che potrebbe essere necessaria un\'operazione per \"scucchiaiare\"): nostra figlia non ha nessun sintomo, cresce bene...insomma \"si vede che sta bene\". In più è stato escluso possa essere congenito. Potrebbe, per cortesia, darci informazioni su questo particolare tipo di granuloma: 1. ci sono forme di cura diverse dall\'operazione? 2. quali potrebbero essere le cause? 3. secondo le statistiche questo è un tumore benigno che degenera? 4. non intervenire significa per forza andare incontro a guai peggiori? 5. abbiamo adottato ns figlia 3 anni fa (India), potrebbero esserci collegamenti con parassiti tipo cisticerco (il test fatto 2 anni fa lo escludeva: è da ripetere?), filaria...o altro? mille grazie fin d\'ora
Risposta:

1. ci sono forme di cura diverse dall'operazione? L'intervento serve in gran parte per fare la diagnosi istologica e quind definitiva di GE, una delle forme con cui si puo' esprimere la Istiocitosi a cellule di Langerhans (ICL o LCH). 2. quali potrebbero essere le cause? Le cause di questa malattia sono note solo in parte ed oggetto di numerosoe ricerche. Si tratta di una infiammazione che colpisce piu' spesso cute, osso e piu' raramente altre parti molli. Il focolaio di infiammazione tende a guarire piu' o meno lentamente ed e' quindi importante accertarsi che nel periodo del suo decorso non possa causare danni. La cura serve ad accelelerare la guarigione. 3. secondo le statistiche questo è un tumore benigno che degenera? La ICL o LCH e' una malattia ampiamente benigna, NON e' ne' puo' diventare un tumore, e guarisce spontaneamente in un periodo di alcuni mesi. 4. non intervenire significa per forza andare incontro a guai peggiori? Non credo si possa sostenere una tesi del genere. 5. abbiamo adottato ns figlia 3 anni fa (India), potrebbero esserci collegamenti con parassiti tipo cisticerco (il test fatto 2 anni fa lo > escludeva: è da ripetere?), filaria...o altro? Ad oggi non siamo a conoscenza di fattori causali connessi con parassitosi ne' altre infezioni specifiche. Non credo sia utile ripetere questi screening. Nel nostro paese la malattia si manifesta in bambini autoctoni per cui non penso che l'origine geografica sia rilevante; peraltro sono ampiamente noti casi di ICL anche in India. Cari saluti, Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:55

Granuloma eosinofilo vertebrale

Egr. Dottore, a nostro figlio Riccardo di 12 anni, a seguito di un improvviso dolore alla schiena (fine Luglio c.a., assenti altri sintomi) ed effettuate le opportune indagini strumentali (tac, rmn, scintigrafia ossea, biopsia a mezzo ago aspirato) è stato riscontrato il collasso parziale della 6^ vertebra dorsale attribuito con buona probabilità ad un granuloma eosinofilo. Siamo stati indirizzati all\'Ist. Ortopedico G.Pini di Milano (risiediamo a Lecco) ove al momento stiamo rieseguendo gli accertamenti volti a monitorare gli sviluppi eventualmente intervenuti. Desideravamo conoscere il Suo parere in ordine: *necessità ed eventualità di un approccio sistemico (la lesione parrebbe solo locale); *centri specialistici in zona (Lombardia); *possibilità di una remissione spontanea della malattia e riformazione dell\'osso leso; *eventuale terapia (sinora solo \"wait and see\") sistemica e/o locale da adottare per un migliore e più celere recupero. RingraziandoLa in anticipo per l\'attenzione che vorrà riservarci, Le porgiamo i migliori saluti. Adriana e Silvio Mauri
Risposta:

Cari Sig. Adriana e Silvio Mauri rispondo alle vostre domande: 1. necessità ed eventualità di un approccio sistemico (la lesione parrebbe solo locale); Se al termine dello screening la lesione e' solo vertebrale senza segni di crescita di tessuto neoformato, potrebbe non esseree necessaria una terapia farmacologica. 2. centri specialistici in zona (Lombardia); Vi raccomando molto caldamente il Centro di Onco-Ematologia Pediatrica di Monza, Ospedale San Gerardo, Dr. V. Conter, Dr.ssa C. Vallinoto, tel. 039-2333-513, con cui dovreste prendere contatto al piu' presto perche' la cosa venga gestita, a parte la terapia ortopedica eventuale, completamente da loro con cui sono in eccellente collaborazione. 3. possibilità di una remissione spontanea della malattia e riformazione dell'osso leso; Ottima. 4. eventuale terapia (sinora solo "wait and see") sistemica e/o locale da adottare per un migliore e più celere recupero. Se la lesione e' asciutta, senza formazione di tessuto molle aggiunto, non e' indispensabile. se ci fossero altri focolai tessuto neoformato, e' utile una chemioterapia con cortisone e vinblastina, per un totale di 6 mesi. Con i miei piu' caldi auguri, rimanendo a vostra disposizione, Un saluto Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:54

granuloma eosinofilo

Gentile dottore, a mia figlia è stato diagnosticato dopo biopsia ossea, a un anno circa di età , un granuloma eosinofilo alla tibia sinistra. Dopo infiltrazioni cortisoniche, l\'arto sembra tornare a posto. A distanza di un paio di mesi dall\'intervento, e dopo aver effettuato scintigrafia e raggi scheletrici generali, si scopre che ad essere lesionata è una vertebra. Adesso la piccola è in terapia medica (cortisone e vinblastina). Siamo seguiti al Meyer di Firenze. Vorrei sapere che possibilità di guarigione definitiva ci sono.
Risposta:

Stia tranquillo, questa malattia ha il vizio di presentare riattivazioni ma quando si comporta cosi' non diventa pericolosa, bensi' solo "fastidiosa". Nel giro di un paio di anni di solito la storia tende a risolversi. Sia fiducioso e mi faccia sapere se crede, Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:54

Granuloma eosinofilo cranio

Caro Dottore, Circa 10 anni fa, all'età di 15 anni mi è stato diagnosticato un granuloma eosinofilo a livello dell'osso frontale, proprio all'attaccatura dei capelli.La lesione cresceva lentamente per circa 2 o 3 anni formando alla fine un'area di osteolisi di circa 2cm, dopodichè la sua crescita si è fermata.Da circa 7 anni, aparte la lieve depressione cranica visibile e palpabile, non mi crea problemi.Mi sono visitato di recente da un neurochirurgo che mi ha detto che questo granuloma, anche se non più attivo, conviene toglierlo perchè nel futuro mi può dare problemi sistemici.In contrario tutti i neurochirurgi che mi hanno visitato in passato mi dicevano che non devo preocupparmi.Cosa devo fare?Devo fare l'intervento o stare tranquillo?Aggiungo che non mi è mai proposto nessun tipo di terapia in passato, nè medica nè chirurgica.
Risposta:

Non vedo nessuna indicazione a fare adesso un intervento. Stia tranquillo, e' sufficiente che un medico ben informato della situazione La segua clinicamente. Mi tenga informato, se crede! Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:54

Granuloma eosinofilo vertebrale

Egregio Dottore, nostro figlio Davide, di 2 anni, è attualmente ricoverato presso il reparto di Ortopedia dell€™Ospedale Regina Margherita di Torino in quanto da 3 settimane soffre di dolori alla schiena che si manifestano con 1 o 2 fitte acute durante le ore di sonno e con un progressivo irrigidimento della colonna vertebrale. Presso l€™Ospedale sono state effettuate risonanza magnetica, scintigrafia ossea ed ecografia, in base alle quali i Dottori hanno diagnosticato una deformazione della dodicesima vertebra dorsale causata da un granuloma eosinofilo. Gradiremmo conoscere il Suo parere a proposito di centri specialistici esistenti in zona (Piemonte) o altrove. RingraziandoLa fin d€™ora per la Sua cortese attenzione, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti. Annamaria e Luca Bistagnino
Risposta:

Si affidi con fiducia al Dr. Brach del Prever che alla onco-ematologia pediatrica del Regina Margherita segue con competnza questi bambini ed e' in stretto contatto on me. Auguri! Mi faccai sapere se crede! Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:54

Protocolli di cura e specialisti xadulti a Roma

Gentilissimo Prof.Aricò, sono di Roma e scrivo per una carissima amica di 38 anni alla quale è stata diagnosticata da pochissimo tempo l'istiocitosi alle cellule di Langherhans, al S.Orsola di Bologna, dopo DUE INTERi ANNi in giro per ospedali E MEDICI più svariati ED UN INTERVENTO SUBITO ALLA TESTA all'IFO di Roma. Inizialmente si era manifestata come una massa retrorbitale, prima scambiata per infezione agli occhi, poi nn si sà +per cosa...per concludere alla fine( la scorsa settimana),tramite analisi dei vetrini,che gli organi affetti sono diventati in 2 anni di attesa e ricerche inconcludenti: occhi, testa, naso, trachea, tiroide, mucose interne della bocca, polmoni e ossa. Ebbene domani pomeriggio verrà ricoverata al CAMPUS BIOMEDICO di Roma in cura dal Prof.Avvisati, per sottoporsi ad una biopsia alle ossa e in seguito ad una cura cortisonica e un ciclo di chemioterapia. La domanda che Le rivolgo è dunque questa: se, data la Sua fama ed esperienza nazionale nel campo adulti e non solo, sà dirmi se al CAmpus Biomedico sono competenti , se la cura descritta secondo Lei e la Sua conoscenza/esperienza in materia è efficace, o se sù Roma sà indicarci un esperto Suo Collega a cui affidarci con sicurezza, e in quale struttura privata o Pubblica poterlo reperire. Le sarei DAVVERO GRATA SE POTESSE DARMI UNA RISPOSTA QUANTO PRIMA.GRAZIE INFINITE Elisabetta PS Ho letto le statistiche sulle possibilità di guarigione..vorrei da Lei un parere anche sù questo.Grazie mille ancora!
Risposta:

R.: Ho parlato con la paziente stamattina. Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:53

Egregio dottore, mia madre

Egregio dottore, mia madre è affetta da istiocitosi da 7 anni, ha già compiuto un ciclo di chemioterapia nel 2001 ma senza che la malattia regredisse completamente. Inizialmente ha colpito l'ippotalamo e ora è presente anche nella spalla, sul nervo sciatico e negli ultimi 2 mesi sta compromettendo la sua vista (non vede più nella zona di destra). Non è da escludere la perdita della vista? Sono stati mai riscontrati casi di paralisi dovuta a condizioni avanzate della malattia nelle ossa? Cordialmente
Risposta:

Bisogna verificare perche' la vista si sta indebolendo: se perche' una massa schiaccia il nervo ad esempio, ovvero per motivi diversi. Immagino abbia fatto esami radiologici tipo TAC o RM... una paralisi puo' avvenire assai raramente ad esempio se si schiaccia la colonna e quindi i nervi che escono dal midollo e vanno alle gambe. Ma e' difficile che si arrivi a questo punto, di solito si riesce a intervenire ben prima... Auguri! Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:53

Salve! ecco il mio caso:

Salve! ecco il mio caso: oggi ho 45 anni, nel 2003 ho subito quadrantectomia dx e cavo ascellare per ca lobulare infiltrante, poi radio + chemio CMF + terapia con tamoxifene per 5 anni. A novembre 2005, a causa di un forte dolore costale, ho fatto i RX per sospetta frattura e la diagnosi è stata di una piccola alterazione strutturale litica a carico della 5a costa sx con fruttura patologica; ho quindi eseguito la PETT che ha mostrato un piccolo ma netto accumulo nella stessa posizione e una debole attività in corrispondenza di una costa controlaterale. A gennaio 2006 ho subito la costectomia parziale della 5a dx ed il recentissimo istologico dice: Istiocitosi a cellule di langerhans. La lesione raggiunge il margine di resezione. Positiva la reazione per proteina S-100 e CD1a. Negativa per citocheratina(MNF 116) e recettori estrogenici. Il chirurgo mi ha anticipato che sarà necessaria la sola radioterapia locale ma ancora non sono riuscita a parlare all'oncologo che mi segue. Ho però la sensazione che qui (Modena) poco si sappia a proposito di questa malattia.... Vorrei quindi un parere su prognosi e terapia suggerita (mi preoccupa la debole attività sull'altra costa). Grazie mille!
Risposta:

Gentile signora, la sua e' una situazione abbastanza inusuale per la associazione, ma puo' capitare... Le due lesioni osteolitiche sono compatibili con un quadro istologico diagnostico per ICL. Il trattamento non DEV E necessariamente essere radiante. Noi di solito in situazioni di piccole lesioni non particolarmente sintomatiche e NON pericolose per la struttura ossea portante (con rischio quindi di fratture "pesanti") prendiamo in considerazione anche l'ipotesi di NON fare nulla e seguire clinicamente la situazione. I focolai possono spesso regredire spontaneamente e specie la radioterapia in f0ndo non e' comunque del tutto innocua, seppure a basse dosi... Mi tenga informato, se crede sono disponibile a parlare con il Suo oncologo! Cordiali saluti, Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:53

Per cortesia..Dott.

Per cortesia..Dott. Aricò, le avevo scritto circa un mese fa per avere informazioni riguardanti il problema del mio bimbo di 9 anni e 4 mesi. Riassumendo brevemente.. lo scorso anno è stato operato c/o Meyer per granuluma eosinofilo alla teca cranica frontale six. l'esame istologico rilevò istiocitosi a cellule di L.. senza però far fare alcuna cura e controllo al bambino, ci dissero che era tutto ok ed era guarito. Circa un mese fa si è ripresentata di nuovo la stessa situzione.. granuloma teca cranica al vertice... La Dottoressa Lippi del Meyer (Squisitissima persona con una dolcezza infinita nei confronti dei bimbi!!)ha richiesto scintigrafia ossea e il risultato ha evidenziato altre due zone sospette.. 1 nella scapola destra, l'altra nel bacino dalla parte six. Dopo aver eseguito radiografie nnelle due zone di cui sopra il risultato pare sia positivo.. nel senso, sembra che siano entrambi la crescita delle ossa.. per sicurezza faremo risonanza magnetica. Volevo chiederLe.. nel caso non ci fossero altri granulomi (oltre quello della teca cranica) è comunque necessaria la cura cortisonica di 6 settimane con 1 volta a settima di chemioterapia? La parte del cranio "corrosa" dal granuloma in quanto tempo si riforma? Come prevenzione se fosse solo nella testa è necessario fare radiografia al cranio ogni 3 mesi o è bene iniziare la cura di cortisone+chemio? La ringrazio anticipatamente per la sua gentile collaborazione. Nadia.
Risposta:

1. Nel caso non ci fossero altri granulomi (oltre quello della teca cranica) e' necessaria la cura cortisonica di 6 settimane con 1 volta a settima di chemioterapia? > > Se la lesione e' davvero unica, la scelta di trattare va presa valutabndo l'intero quadro clinico, non e' tassativa. > > 2. La parte del cranio "corrosa" dal granuloma in quanto tempo si riforma? > > Potrebbero volerci alcuni mesi o pparecchi, non si puo' preveder con esattezza. Ma guarisce! > > 3. Come prevenzione se fosse solo nella testa ? necessario fare radiografia al cranio ogni 3 mesi o ? bene iniziare la cura di cortisone+chemio? > > La radiografia non serve come prevenzione. Per la terapia vale quanto detto sopra. > > Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:52

Prof. Aricò, le avevo

Prof. Aricò, le avevo scritto circa un mese fa per avere informazioni riguardanti il problema del mio bimbo di 9 anni e 4 mesi. Riassumendo brevemente.. lo scorso anno è stato operato c/o Meyer per granuluma eosinofilo alla teca cranica frontale six. l'esame istologico rilevò istiocitosi a cellule di L.. senza però far fare alcuna cura e controllo al bambino, ci dissero che era tutto ok ed era guarito. Circa un mese fa si è ripresentata di nuovo la stessa situzione.. granuloma teca cranica al vertice... La Dottoressa Lippi del Meyer (Squisitissima persona con una dolcezza infinita nei confronti dei bimbi!!)ha richiesto scintigrafia ossea e il risultato ha evidenziato altre due zone sospette.. 1 nella scapola destra, l'altra nel bacino dalla parte six. Dopo aver eseguito radiografie nelle due zone di cui sopra il risultato pare sia positivo.. nel senso, sembra che siano entrambi la crescita delle ossa.. per sicurezza faremo risonanza magnetica. Volevo chiederLe.. nel caso non ci fossero altri granulomi (oltre quello della teca cranica) è comunque necessaria la cura cortisonica di 6 settimane con 1 volta a settima di chemioterapia? La parte del cranio "corrosa" dal granuloma in quanto tempo si riforma? Come prevenzione se fosse solo nella testa è necessario fare radiografia al cranio ogni 3 mesi o è bene iniziare la cura di cortisone+chemio? La ringrazio anticipatamente per la sua gentile collaborazione. Nadia.
Risposta:

1. Nel caso non ci fossero altri granulomi (oltre quello della teca cranica) e' necessaria la cura cortisonica di 6 settimane con 1 volta a settima di chemioterapia? > > Se la lesione e' davvero unica, la scelta di trattare va presa valutabndo l'intero quadro clinico, non e' tassativa. > > 2. La parte del cranio "corrosa" dal granuloma in quanto tempo si riforma? > > Potrebbero volerci alcuni mesi o pparecchi, non si puo' preveder con esattezza. Ma guarisce! > > 3. Come prevenzione se fosse solo nella testa ? necessario fare radiografia al cranio ogni 3 mesi o ? bene iniziare la cura di cortisone+chemio? > > La radiografia non serve come prevenzione. Per la terapia vale quanto detto sopra. > > Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:52

Mi chiamo Samantha e sono la

Mi chiamo Samantha e sono la mamma di Nicholas un bimbo di 2 anni a cui a ottobre hanno diagnosticato l'istiocitosi: 3 lesioni alla teca cranica. Da novembre sta facendo chemioterapia ogni 2 settimane presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Ne ha già fatte 9 ne mancano 3 per finire il ciclo, dopodicchè gli oncologi mi hanno detto che ripeteranno la tac e la scintigrafia per vedere se non ci sono più cellule attive all' interno delle lesioni. Se i risultati dovessero essere positivi e quindi il bambino fosse guarito, che possibilità ci sono che non si riformi più l'istiocitosi? E che rischio eventualmente ci sarebbe che si riformi terminata la chemioterapia. Saluti. Vorrei anche chiedere se è il caso di fare controllare anche l'altro mio bimbo di 4 anni e mezzo. Grazie
Risposta:

Il rischio di una riattivazione e' circa di uno su tre. Ma non si preoccupi perche' se anche dovesse capitare non sarebbe piu' grave che all'esordio e risponderebbe alla stessa terapia. Auguri! Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:52

Caro dott. Arico' ho 34

Caro dott. Arico' ho 34 anni, mi è stata diagnosticata una istiocitosi polmonare e ossea nel 92. Ho iniziato la chemio seguendo il protocollo CVP, l'ultimo l'ho fatto nel 2002. Oggi La situazione ossea e polmonare è stazionaria. Negli ultimi esami ematici pero' continuo ad avere testosterone basso, FSH alto e ginecomastia. Le varie risonanze magnetiche che in questi anni ho fatto per escludere una interessamento dell'ipofisi erano sempre negative. Ho fatto anche una P.E.T Total Body, con esito negativo. E' possibile che non si veda, se c'è, una compromissione ipofisaria? o quali altri organi colpiti dall' istiocitosi pottrebbero dare questi problemi? Puo' dipendere dalle cure che ho fatto? La saluto e la ringrazio
Risposta:

Il difetto ormonale puo' dipendere dalla radioterapia dell'encefalo se fatta o dalla malattia stessa. Ha dabete insipido? Spesso il difetto ormonale segue la comparsa di DI..... Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:52

Istiocitosi e trapianto

Dopo una lunga serie di esami, compresa la biopsia chirurgica, effettuati presso l'ospedale Niguarda di MI, mi è stata diagnosticata l'istiocitosi x a livello polmonare... Attualmente ho iniziato con un ciclo di cortisone, ma se dovesse progredire, mi è stata prospettata la chemioterapia o un eventuale trapianto polmonare... La mia Domanda è la seguente: Quale speranza di riuscita e di vita si prospetta per un paziente che si sottopone ad un trapianto? Vi pregherei di darmi una risposta quanto più realistica possibile...Grazie
Risposta:

Ovviamente il trapianto e' una procedura ad altissima complessita' quindi va da se' che implica una grossa mole di rischi e complicazioni. Nonostante questo sono personalmente a conoscenza di una serie di persone che dopo trapianto di polmone hanno una qualita' di vita molto buona. Speriamo non sia necessario, ma se fosse.... si puo' fare! In bocca al lupo! Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:51

mio cognato ha 32 anni e da 4

mio cognato ha 32 anni e da 4 anni gli hanno diagnosticato l'istiocitosi x a cellule di Langherans;gli organi colpiti sono : polmoni e scheletro. Fin'ora l hanno curato con farmaci chemioterapici, cortisonici e un farmaco sperimentale, che hanno bloccato la malattia.Come ultima possibilità ematologi e oncologi(ospedale di udine)hanno proposto il trapianto di midollo osseo. Vorrei sapere se è già stato usato questo metodo e con quali risultati. grazie
Risposta:

Si', e' stato usato anche se la indicazione va verificata con cura. Bisogna innnanzitutto sapere a quali terapie ha risposta poco o male. Solo se davvero il paziente e' refrattario alla terapia oggi considerata migliore e' giusto pensare al TMO. Mi faccia sapere! Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it

17-03-2009 05:51

terapia istiocitosi x

Mi chiamo Elisa ho 30 anni e vivo a Torino. Da circa un mese mi hanno diagnosticato l'istiocitos-x cutanea.IL tutto è iniziato a luglio 2004 quando sul mio corpo in modo esteso sono comparse lesioni.Con la scintigrafia ossea e tac (totale) abbiamo escluso lesioni ad organi ed ossa.Due settimane fà ho iniziato la terapia con Intron A, la prima settimana con dosaggio di 3milioni di unità ,la seconda siamo saliti a 6milioni, visto il risultato pessimo ora vogliono passare alla chemio terapia.Mi stò curando all'osedale san lazzaro di torino dalla professoressa Bernengo.I miei dubbi sono: E' la terapia giusta?Mi trovo in buone mani o devo andare altrove? In attesa di una risposta la invio i miei cordiali saluti.
Risposta:

Gentile Elisa, la malattia e' solo cutanea? E' davvero molto aggressiva? La terapia con IFN secondo me non e' del tutto condivisibile, specie nel caso di una malattia solo cutanea. Penso che prima di proseguire su questa strada valga la pena di fare un piccolo bilancio della situazione. Sono disponibile anche a parlarne con i suoi curanti, Maurizio AricòDirettoreDipartimento Oncoematologia PediatricaAzienda Ospedaliero-Universitaria MeyerViale Pieraccini, 2450139 Firenzetel. +39 055 5662739fax  +39 055 5662746m.arico@meyer.it